L’evoluzione del marketing e della comunicazione nell’era 2.0

L’evoluzione del marketing e della comunicazione nell’era 2.0

di Gianpiero Romanazzi

courtesy of Mymarekting.net
29/9/2009
MySpace? Facebook? Sono ormai storia, stando agli ultimi dati di sviluppo riguardanti l’ultimo nato tra i social network. Twitter acquista giorno dopo giorno sempre più fette di mercato nel settore internet ed è balzato da due a 45 milioni di utenti nel giro di pochi mesi registrando una crescita percentuale del 2300 l’anno. Numeri che fanno impallidire i diretti concorrenti, Facebook compreso, che non reggono il ritmo forsennato imposto dal network di Biz Stone.

Ma qual è l’elemento distintivo e determinante di questa incontenibile ascesa?

Caratteristica che differenzia Twitter dagli altri sta nella ristrettezza dei messaggi istantanei postabili di soli 140 caratteri e leggibili da tutti i ‘followers’ ma più in generale da tutti coloro che ritengono interessante un generico network.
Per un buon utilizzo è quindi necessario cercare di concentrare il concetto che si vuole diffondere in maniera concisa con ulteriore sviluppo di creatività dell’utente. Inoltre non si ha bisogno di un pc per essere in rete; basta un semplicissimo e comunissimo cellulare, che conta 4 miliardi di esemplari nel mondo.

 

Nessuno riesce a sottrarsi al richiamo di questo irresistibile cinguettio, da qui il nome Twitter, che richiama milioni di utenti e appassiona anche il presidente degli States Barak Obama. Un cinguettio che nella mente del creatore del social network dovrebbe diventare un frastuono. Personaggi dello spettacolo, attori, cantanti, politici e le immancabili aziende, tutti lì a sgomitare per ritagliarsi il proprio spazio di visibilità nel tentativo di creare business attorno a sé.

E dire che Biz Stone non è un genio o uno studente modello della migliore facoltà americana; ha soltanto trovato l’idea che sta rivoluzionando il modo di comunicare. Detto così sembra un gioco facile.

Come tutte le storie a lieto fine, anche questa è iniziata come un gioco, come contenitore per comunicare con gli amici in modo repentino e immediato per scegliere la pizzeria per la sera o il concerto da non perdere. Peccato però che il giochino sia diventato un qualcosa di più impegnativo che potenzialmente potrebbe fatturare milioni di euro ma che per il momento produce più introiti per le aziende che utilizzano questa piattaforma piuttosto che per i suoi 60 dipendenti.
Microsoft è stata la prima impresa a servirsi di Twitter per interagire in modo diretto con i propri clienti. Ma adesso sono tante le grandi aziende che usano il cinguettio per richiamare gli utenti comunicando loro i nuovi prodotti o servizi.

E’ evidente come il modo di comunicare sia drasticamente cambiato ed evoluto in meglio con l’avvento di internet e dei social network che permettono una diffusione in tutto il mondo di notizie scovate dagli utenti. Una notizia arriva prima sui social network che in qualsiasi homepage di un giornale telematico. Inoltre le notizie su internet riescono ancora a resistere alla censura e si espandono senza filtri e sono assorbibili da tutti coloro che ne vogliano far uso. In un periodo in cui si fa un gran chiasso sulla libertà d’informazione e di stampa, internet abbatte ogni muro e si propone come primo organo informativo del mondo. Coloro che abbiano voglia di tenersi informati sugli ultimi accadimenti scelgono il web per informarsi e non aspettano i telegiornali che sono veicolati da interessi che prevaricano il diritto di un’informazione corretta. Gli ultimi dati, riguardanti l’utilizzo di internet in Italia, parlano di una crescita di utenti tra i 55 e i 65 anni, che testimonia la voglia di voler assorbire le notizie con spirito critico, senza che questo venga indotto da qualcun altro. Le radio hanno impiegato 38 anni per raggiungere la soglia di 50 milioni di ascoltatori. I social network soli 4 per 100 milioni di utenti. Una diffusione inarrestabile che provoca anche terrore tra alcuni dei potenti del mondo. Un flusso incontrollabile che decreta la positività o la negatività di qualsiasi aspetto al quale sono contrapposti. Le aziende non possono più permettersi di restare a guardare. Devono prendere in mano le redini del gioco e interagire con tutti i propri clienti per creare un rapporto di fiducia, base per ogni strategia di marketing. Un marketing che si fa su Facebook, Twitter, FriendFeed e tante altre piattaforme, dove gli internauti si confrontano e decretano il successo o l’insuccesso di questo o quell’altro prodotto. Essere vincenti in internet significa creare un futuro di immediato prestigio.

Ovviamente il 2.0 ha aspetti positivi e negativi. Tra i negativi potrebbe esserci la rapida diffusione di notizie non propriamente rassicuranti su un’azienda che potrebbe comprometterne la reputazione. Quindi sono strumenti semplicissimi e molto intuitivi ma da maneggiare con cura. Dietro a tutto questo deve esserci uno studio approfondito. Nulla può essere lasciato al caso. L’utente 2.0 si confronta con gli altri, ricerca le informazioni che sono a portata di click per chiunque in qualsiasi momento e in maniera completamente gratuita. Si è al cospetto di un’utente non più passivo che assorbe tutto ciò che gli viene recapitato. Si è al cospetto di un fiume in piena dove solo i più scaltri riusciranno a trovare un appiglio per restare a galla.

Una risposta a L’evoluzione del marketing e della comunicazione nell’era 2.0

  1. Massimo scrive:

    Il Web 2.0 avra’ ancora molto da dire e gli sviluppi secondo me saranno sicuramente enormi.

    Grazie per il post.

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