Facebook rende più intelligenti, Twitter no

I social network sviluppano la “memoria di lavoro”, ma il microblogging deprime il quoziente d’intelligenza.

Giocare a videogiochi di guerra, risolvere Sudoku e usare Facebook: tutte attività che fanno bene al cervello. Inviare Sms, guardare video su YouTube e darsi al microblogging con Twitter: tutte attività che fanno malissimo alla “memoria di lavoro”.

Questa divisione è stata elaborata dalla dottoressa Tracy Alloway, psicologa dell’Università di Stirling, in Scozia, dopo aver effettuato degli esperimenti sull’uso della “working memory” (la capacità di memorizzare e usare informazioni) su diversi soggetti.

La working memory, secondo la dottoressa Alloway, è una misura più significativa rispetto al quoziente intellettivo nello stabilire il benessere e l’intelligenza.

Alcune attività hanno un influsso benefico sullo sviluppo della memoria di lavoro: mantenere i contatti con un nugulo sterminato di amici, coi quali scambiare messaggi più lunghi di 140 caratteri, è una di queste.

Per inciso, i videogiochi di guerra sono egualmente benefici perché coinvolgono la tattica e la strategia, oltre che la capacità di ricordare e utilizzare le informazioni appena ricevute: “devi tenere traccia delle azioni passate e programmare quelle che stai per eseguire” ha spiegato la dottoressa.

Twitter, invece, non gode di nessuna di queste caratteristiche: “Su Twitter ricevi un flusso di informazioni infinito, ma anche molto stringato. Non devi analizzare queste informazioni, la durata dell’attenzione si riduce, il cervello non viene coinvolto e le connessioni nervose non aumentano”.

Secondo Tracy Alloway c’è anche un chiaro legame tra il passare ore davanti al televisore (con conseguenze simili a quelle appena descritte) e la Sindrome da deficit dell’attenzione, mentre l’invio continuo di Sms può essere associato a bassi punteggi nel quoziente d’intelligenza.

Un abuso delle attività “istantanee”, per così dire, quelle che non richiedono un approfondimento o un intervento attivo, sarebbe quindi tra le cause di un’intelligenza meno sviluppata e di un cervello meno allenato ed efficiente.

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