Novembre 10, 2009

Website Competitive Intelligence: Don’t Manage to Bogus Data

Novembre 4, 2009

By Dave Wieneke on Oct 23, 2009 in Competitive Intelligence, Featured

How can you determine the size of a blog or website’s traffic? Finding reliable website competitive intelligence benchmarks is hugely important, and a real challenge on the web. Too often people buy-in to bogus measures.

There is perhaps a false hope to find that big “standings board” similar to major league baseball. After all, standings are fair and transparent; anyone can tally with wins and losses and see who is in first place. And there are performance stats (ERA’s and batting averages) which correlate strongly to wins.

So is there a big scoreboard for comparing your site;s traffic to competitors, and knowing who is in first place in your “division”? If your competitors are on the big paid tracking services, perhaps. But most blogs and sites are not, and most site owners don’t subscribe to Comscore.

There are lots of external competitive measures available, but do any of them really correlate to level of traffic? Some objective research suggests that free metrics are not strong predictors of traffic levels.

SEOmoz, Danny Sullivan (of SES fame) and Matt Cutts (Google) got behind research to compare external measures (such as Alexa and Google rank) with the actual traffic levels across dozens of competitive sites. Their conclusion – there is only a low correlation between these external measures and actual site traffic.

From an estimate using Pearson’s correlation coefficient (thanks to SEM Research), the best predictors of traffic (when compared to an average of the 3 months of unique visits) are, in order:

Number of Technorati Links (0.74)
SEOmoz Page Strength (0.60)
Number of Links to the Blog URL via Yahoo! Site Explorer (0.56)
Number of Links to the Domain via Yahoo! Site Explorer (0.54)
Bloglines Subscriptions (0.49)
Technorati Rank (0.49)
Alexa Rank (0.49)
Netcraft Rank (0.43)
Newsgator Subscribers (0.39)
Compete.com Rank (0.38)
Ranking.com Rank (0.36)
Google PageRank (0.21)
However, they conclude, “none of these are nearly accurate enough to use, even in combination, to help predict a site’s level of traffic or its relative popularity, even in a small niche with similar competitors. Unfortunately, it appears that the external metrics available for competitive intelligence on the web today simply do not provide a significant source of value.”

They recommend that anyone who applies this data for competitive analysis/research do so with the following limitations in mind:

Unless the discrepancy between the metrics is high and universal, they cannot be taken to mean that one website, blog or page is necessarily more popular than another
Generally speaking, the more well-linked to a page/site/domain, the higher its traffic levels, but there will be a significant number of exceptions
Services like Alexa, Ranking.com, Compete.com & Netcraft are nearly useless when it comes to predicting traffic or comparing relative levels of popularity, even when used on a highly comparable set of sites in a similar field.
Deconstructing Competitors: Don’t Confuse Correlation and Causation
Even fairly strong correlation between size and a measure, such as “Number of Technorati Links” is only correlation. CNN isn’t popular because of Technorati links, there are lots of Technorati links because CNN is popular. CNN isn’t popular because of its link count, or page count, or excellent key wording. Its an excellent news source, and has generated these measurable attributes along the way. They are partly incidental, and only peripherally causal.

Is your site popular because it has lots of links and therefore more traffic and Google Authority? Or are links and authority results of publishing which gained popularity, and only incidentally links and authority along the way?

Your audience is king. Quality user experiences, relationships, and reliably good content are the coins of the realm. Your internal measures of traffic are more reliable than competitive benchmarks. These, and profitability measures from your own operation are likely to put you on a more true course, than managing to a set of byproducts of success.


Next-generation multimedia campaign management: la gestione integrata dei processi di vendita mass-market

Novembre 2, 2009

Negli ultimi anni stiamo assistendo a notevoli mutamenti negli scenari che le organizzazioni di vendita e marketing si trovano a dover fronteggiare e di conseguenza il loro ruolo, le loro interazioni e le loro azioni verranno a modificarsi per adeguarsi a questi nuovi contesti.

I canali di comunicazione ed advertising stanno evolvendo rapidamente:
• I media tradizionali – mass media – sono sempre meno efficaci nello stimolare risposte puntuali da parte dei clienti
• Internet non è più un “new media” ed il consumatore è ormai costantemente presente on-line.
• Si assiste a un progressivo passaggio dal mondo dei media ad ambiente interattivo, in cui la logica del broadcasting dei messaggi deve mutare come diretta conseguenza della nuova dieta mediatica degli individui.
• C’è un profondo riassetto della filiera dei servizi a supporto dei processi di comunicazione, come conseguenza di un nuovo modo di fare pubblicità.

In questo contesto torna centrale il ruolo delle tecnologie di Campaign-management ; spesso associate ad applicazioni di CRM – Customer Relationship Management In passato sono sempre state gestite come strumenti operativi per la progettazione ed esecuzione di azioni direct marketing finalizzate alla lead generation – e/o a supportare attività di up/cross selling sulla base clienti.
La progressiva diffusione di nuovi media digitali ha portato all’affermarsi di nuove metodologie di contatto che, affiancandosi al tradizionale mailing diretto, hanno arricchito le opportunità per i responsabili marketing e vendite. E-mail, SMS, telemarketing, On-line display, Mobile, SEO, SEM, banners e social networks sono oggi parte del ricco mix di strumenti impiegati dalle direzioni marketing di piccole e grandi realtà sia del mondo B2B che B2C.

La crescita in numero e sofisticazione degli strumenti offre – o forse sarebbe meglio dire comporta necessariamente – l’opportunità per una ridefinizione degli ambiti di utilizzo e delle modalità di impiego di evoluti strumenti di Campaign Management.
Le organizzazioni di Marketing dovranno far evolvere le loro strategie di comunicazione passando da un approccio “one-size fits all” in logica push a sofisticare logiche di marketing interattivo – così come originariamente descritto dal Prof. John Deighton nell’articolo The Future of Interactive Marketing pubblicato su Harvard Business Review – in cui si ingaggerà un dialogo multicanale con il cliente, che soddisfi le sue esigenze e preferenze in termini di scelta dei canali di contatto.

Questo passaggio forzerà le organizzazioni di marketing ad abbandonare il vecchio paradigma delle compagne outbound “Spray & Pray” – lancio massivo ed indiscriminato di messaggi pseudo generici attraverso campagne dirette nella speranza che il messaggio raggiunga “anche” il target interessato-, per approcciare nuove metodologie di dialogo cross-channel , in cui diviene fondamentale l’impiego dei giusti mezzi nei giusti tempi ed in accordo con le preferenze puntuali del singolo cliente.

Estratto dell’articolo di Gianluca Ferranti (Direttore Marketing Reitek)


Ottobre 21, 2009

Five questions on your Competitive Intelligence

Ottobre 21, 2009

The Five Ws of Social Media Listening

Ottobre 16, 2009

Marketing Science Institute

Ottobre 8, 2009

Il guerriero della luce – courtesy of Paul Coelho

Ottobre 5, 2009

Un guerriero della luce crede nel principale insegnamento dell’I Chinf: ” La perseveranza è favorevole”.

Egli sa che la perseveranza non ha niente a che fare con l’insistenza. Ci sono periodi in cui i combattimenti si prolungano oltre il necessario, esaurendo le forze ed indebolendo l’entusiasmo.

In quei momenti il guerriero riflesse:” una guerra che si prolunga finisce per distruggere anche il vincitore.”
Allora ritira le proprie forze dal campo di battaglia e si concede una tregua.
Persevera nella volontà ma sa aspettare il momento migliore per un nuovo attacco.
Un guerriero torna sempre a lottare.
Non lo fa mai per caparbietà ma perché nota il cambiamento nel tempo…

Courtesy of “ “il guerriero della Luce” di P. Coelho


Startup: Come Finanziare il Vostro Nuovo Business Online

Ottobre 2, 2009

Il guerriero delle luce (courtesy of Paul Coelho9

Ottobre 2, 2009

Prima di affrontare un combattimento importante, un guerriero della luce di domanda: “fino a che punto ho sviluppato la mia abilità?”
Egli sa che le battaglie che ha ingaggiato nel passato hanno sempre insegnato qualcosa. Eppure, molti di questi insegnamenti, hanno fatto soffrire il guerriero più del necessario. Piu’ di una volta ha perduto il proprio tempo, battendosi per una menzogna. E ha sofferto per uomini che non erano all’altezza del suo amore.
I vincenti non ripetono lo stesso errore. percio’ il guerriero rischi il prorio cuore solo per qualcosa per cui valga la pena